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Ve lo avevo detto io: Ubuntu diventerà una rolling distro

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E la tipica frase di chi, o per esperienza, o per conoscenza diretta, o più semplicemente per buona sorte, vi anticipa una cosa sul come dovrebbe essere, e generalmente passa inascoltata.

Proprio in occasione dell’uscita della 10.10, in un mio post su questo blog (il 10/10/2010), avevo accennato come, ad oggi, sia dispersivo ed anacronistico puntare ancora sui release semestrali. Non sono certo mancate le opportune critiche, che comunque ho apprezzato. Oggi, un signore di nome Mark Shuttleworth ha dichiarato;

Today we have a six-month release cycle. […] In an internet-oriented
world, we need to be able to release something every day. That’s an area
we will put a lot of work into in the next five years. The small steps
we are putting in to the Software Center today, they will go further and
caster than people might have envisioned in the past.

Nonostante la soddisfazione di aver fatto una analisi “metodologica” che di qui a poco sarebbe stata fatta anche da quelli di Ubuntu, questo purtroppo darà adito agli “arcieri” di poter dire “Noi la abbiamo sempre avuto la rolling distro”… in particolare ho in mente un arciere in questo momento, ma facilmente me ne vengono in mente altri.

La notizia mi è arrivata tramite “Linux Freedom for Life” (che onestamente non conoscevo come sito, ma che ringrazio per la notizia).

Ovviamente scusatemi il “ve lo avevo detto”… si fa per scherzare.

Written by axjslack

novembre 25, 2010 a 11:08 am

Pubblicato su Commenti

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8 Risposte

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  1. Stavi pensando a me cucciolottone mio?❤😀

    A parte gli scherzi, per una desktop-casalingo la rolling release é la cosa migliore.

    Invece suggerirei di mantenere le LTS di 4 anni per gli ambienti enterprise (un'azienda che decide di avere desktop GNU/Linux non puó permettersi ogni giorno di aggiornare rischiando che un pacchetto dia problemi) e per gli ambienti server sopratutto (in cui é bene avere un ambiente stabile e non aggiornare MAI a meno di update di sicurezza.

    alessandrolorenzi

    novembre 25, 2010 at 12:01 pm

  2. Non sapete quanti arcieri mi hanno contattato dicendomi, “ce l’avevi con me?” In realtà pensandoci, ognuno di loro è un potenziale fruitore della fatidica frase… quindi si… pensavo a tutti voi.

    Seriamente, sono d’accordo con te… preferisco LTS di 5 anni con aggiornamenti stabili, e release normali da 2 anni con aggiornamenti current per i Desktop (c’è a chi piace il last release, ed alcune cose non si possono applicare senza stravolgere il sistema.

    E poi magari una rolling mega unstable per chi vuole testare, un po’ come Rawhide su Fedora o current su slack.

    axjslack

    novembre 25, 2010 at 1:51 pm

  3. “A parte gli scherzi, per una desktop-casalingo la rolling release é la cosa migliore.”

    Dissento.

    L’utente casalingo medio vuole meno rotture di scatole possibile. Gia’ ora e’ un problema gestire aggiornamenti semestrali/annuali (e bene o male sai che qualcosa si spacchera’) figuriamoci poi cosa puo’ succedere quando l’aggiornamento distruttivo puo’ arrivare in qualsiasi momento.

    C’e’ modo e modo di fare una rolling release e quello che ho visto fin’ora non mi e’ piaciuto.

    Per quanto mi riguarda le rolling release sono piu’ merce da smanettone che da utente finale.

    Lorenzo

    novembre 25, 2010 at 1:58 pm

  4. C’è modo e modo di fare rolling release… potrebbe esserlo, senza fare aggiornamenti ogni di, e senza aggiornare tutto.

    Non è impossibile, se dal lato disto si vuole, distinguere per importanza gli aggiornamenti. Fedora e Ubuntu già consentono soluzioni simili.

    Esistono a mio avviso più modo di fare “rolling release”. Se ti riferisci a quello Arch, sicuramente non è il massimo per l’utente medio. (o l’utente moda, come lo chiamo io).

    axjslack

    novembre 25, 2010 at 2:13 pm

  5. Le rolling release non sono adatte all’utonto medio. E’ violenta messa così ma è la verità – se tu mantainer devi ricompilare mezzo desktop per aggiornare una libreria e non ti si aggiornano i mirror? Quanti ubuntiani senza desktop ed incapaci anche solamente di digitare “ls”?

    Se vogliono possono aggiornare i pacchetti con una certa regolarità senza avere i vari “scalini” dei numeri di versione, ma siamo lontani dalla vera rolling distro. Sui server non mi pronuncio, è troppo doloroso il ricordo di alcuni che ho visto su cui girava ancora mysql4.x (migrare i dati al 5 è stato un parto) + php4.4 (perchè sarebbe stato troppo lungo e costoso aggiornare lo schifo che ci girava sopra)…

    Gianni Vialetto

    novembre 25, 2010 at 3:50 pm

  6. Voci discordanti: http://theravingrick.blogspot.com/2010/11/ubuntu-is-not-moving-to-rolling-release.html

    “Ubuntu is not changing to a rolling release. We are confident that our customers, partners, and the FLOSS ecosystem are well served by our current release cadence. What the article was probably referring to was the possibility of making it easier for developers to use cutting edge versions of certain software packages on Ubuntu.This is a wide-ranging project that we will continue to pursue through our normal planning processes.”

    Chi ha scritto ciò è un tale Rick Spencer, Engineering Directory di Ubuntu (quindi uno *stipendiato* di Shuttleworth…).

    Boh, vedremo…🙂

    Paolo Bernardi

    novembre 25, 2010 at 9:09 pm

  7. @Paolo: si… può darsi che il buon Mark abbia fatto una sparata, e poi i “suoi” lo abbiano convinto a tornare indietro.

    Il fatto che abbia negato è riprova del fatto che la notizia deve essersi sparsa a macchia d’olio. C’è da dubitarne l’autenticità secondo voi, o rientra nella categoria sparate?

    E’ presto per il 28 dicembre…. (per chi ricorda cosa successe con fsugitalia)

    axjslack

    novembre 25, 2010 at 9:56 pm

  8. Ehi… noi arcieri ce l’abbiamo da mo’ la rolling distro!!!

    BWAHAHAH scusa, lo dovevo assolutamente scrivere😛

    singintime

    aprile 20, 2011 at 7:24 pm


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