Alexjan Carraturo

Alexjan Carraturo personal page

Trashware: salva l’ambiente o pia illusione?

with 11 comments

Premessa: questo articolo non è una critica alla pratica del trashware, ne tantomeno ai gruppi che la propongono. Io personalmente utilizzo attualmente alcuni computer da trashware. Questa vuole essere solo una riflessione su alcuni aspetti di questa pratica.

Prima di tutto è bene specificare cosa si intende con trashware (da wikipedia)

Il trashware (parola macedonia derivata dalla contrazione dei termini inglesi trash, spazzatura e hardware) è la pratica di recuperare vecchio hardware, mettendo insieme anche pezzi di computer diversi, rendendolo di nuovo funzionante ed utile.

Parte integrante del trashware è l’installazione di software libero, ad esempio il sistema operativoGNU/Linux, per portare avanti lo spirito di libertà dell’iniziativa.

Il materiale informatico così ottenuto viene consegnato o regalato a persone ed enti che ne abbiano bisogno, in particolar modo legandolo ad iniziative che tentano di colmare il divario digitale(digital divide), ossia la differenza di mezzi a disposizione tra chi è informaticamente alfabetizzato e chi ancora non lo è.

Da non confondersi ovviamente con il retrocomputing che ha altri scopi.

Per come l’ho visto fare io (o tramite LTSP o meno), si vanno ad utilizzare computer vecchi, altrimenti destinati all’immondizia, con sistemi operativi appositamente preparati (generalmente GNU/Linux). E’ possibile, a meno di casi veramente disperati, realizzare un computer che possa operare come piccola postazione di navigazione e di lavoro, sfruttando anche software mediamente aggiornati, sottoponibile però carichi di lavoro limitati.

Ciò è reso possibile dalle caratteristiche  dei sistemi GNU/Linux quali la leggerenza, la flessibilità e l’estrema “malleabilità”; queste qualità hanno effettivamente fatto breccia nel pubblico più smailiziato che non di rado confondono i sistemi GNU/Linux come sistema operativo ideato esclusivamente per computer datati (cosa ovviamente falsa).

Se parliamo in termini “micro-economici”  senza dubbio il guadagno è immediato, soprattutto in quelle condizioni in cui sarebbe impossibile, causa carenza fondi, rinnovare il “parco macchine”. Ad esempio questo tipologia è quella tipica di certe scuole, ma non solo; basti pensare ad esempio ai vecchi PC, presenti nelle case di molti italiani, non più utilizzati perchè non al passo con i nuovi sistemi proprietari.

La pratica del trashware è di per se ottimale anche solo per il fatto che permette il passaggio di computer datati per certe esigenze aziendali, dalle aziende costrette a fare un upgrade prestazionale, a strutture o enti (es. scuole) che non possono disporre di nessun tipo di hardware (e non sono casi così isolati).

Qualche dubbio  invece rimane relativamente al risparmio  sul “risparmio ambientale”. In primo luogo bisogno considerare che i computer datati in molti casi hanno pessime politiche di “risparmio energetico”, o addirittura non ne hanno; a parità di tempo di accensione si potrebbero verificare consumi maggiori, anche se ciò non corrisponde sempre a verità.

Questo riguarda anche i vecchi monitor CRT; sappiamo che i CRT consumano molto di più (da quanto ho visto, a parità di pollici, circa il 40% in più) dei nuovi LCD.

Inoltre, non è realistico dire che il trashware evita l’accumulo di “tecno immondizia”, in quanto è si vero che allunga la vita del vecchio hardware, ma è altrettanto vero che questo stesso hardware dovrà comunque essere buttato (evenienza inevitabile per buona parte della componentistica che fa parte di un computer).

Quindi, il trashware, più che impedire, rimanda solamente il momento in cui, ad esempio, il vecchio monitor debba essere necessariamente sostituito, avendo quindi il medesimo costo ambientale.

Bisogna considerare inoltre che se su un computer nuovo un “task” richiede tempo T medio, su un computer datato, in base all’età potrebbe richiedere 2T, 4T o magari anche 8T; questo in automatico si traduce in un tempo d’utilizzo del computer maggiore, e quindi un maggiore costo energetico.

Ribadisco che questo non vuol dire che questa pratica sia “sbagliata”, alla fine ci sono comunque dei benefici, ma molto probabilmente meno di quelli auspicati e presentati durante le conferenze di settore (es. LinuxDay).

Riassumendo, si può dire tranquillamente che il trashware abbia dei notevoli aspetti positivi, in particolare perchè ci pone davanti un modello più consapevole, più responsabile e meno consumistico/modaiolo della tecnologia, ed anche perchè in taluni casi ci permette di risparmiare del denaro allungando la vita dei nostri acquisti passati, ma sono assai dubbioso che questo abbia la declamata riduzione di impatto ambientale; se è vero che ci permette di non acquistare nuovo hardware ( cosa che ha comunque un impatto nell’economia dei prezzi/consumi ) non fa certo sparire il vecchio hardware, che comunque, prima o poi dovrà essere buttato. Inoltre, un uso massiccio di tecnologia “datata” può portare ad un maggiore consumo di energia elettrica.

Quindi, se proprio dovessi dare un parere, ben venga il trashware per i benefici etici/economici e pratici, ma se pensiamo all’impatto ambientale della tecnologia, il trashware è da considerarsi la proverbiale “pezza” (intesa come soluzione “temporanea”).

E scrivo questo utilizzando un vecchio computer recuperato dall’oblio che da tempo utilizzo come “muletto” al posto di quello più nuovo.

Written by axjslack

ottobre 19, 2010 a 4:40 pm

Pubblicato su Commenti

Tagged with ,

11 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Interessante opinione, la condivido.

    Avevo fatto ricerche per quanto riguarda la rottamazione dei veicoli e uno studio di legambiente ha correttamente evidenziato che rottamare un veicolo vecchio per sostituirlo con un nuovo non produce quello che io chiamo “break even ambientale” perche’ l’impatto del riciclaggio del veicolo vecchio sommato a quello per la creazione del veicolo nuovo non viene bilanciato dal minor impatto di esercizio del veicolo nuovo…

    Pero’ credo che nel campo dei pc il risultato sia opposto, cioe’ che convenga (ambientalmente parlando) rottamare un vecchio pc, specie se lo sostituiamo con un portatile… bisognerebbe fare due conti in Watt (o joule totali)😉

    andrea

    ottobre 19, 2010 at 5:20 pm

  2. Ottima riflessione, a cui va aggiunto che se si tratta di dati importanti (ad esempio il file server di un’azienda o di una scuola) non ha molto senso affidarsi ad alimentatori, schede madri o hard disk già vecchi, che potrebbero rendere l’anima in ogni momento. Sul fronte del consumo energetico puro e semplice però va anche detto che potrebbe essere l’energia consumata da un computer durante la sua vita può essere molto inferiore a quello già fatto in fase di fabbricazione, e se è così il trashware riduce molto l’impatto energetico complessivo (fabbricazione + uso)

    Marco Fioretti

    ottobre 19, 2010 at 5:56 pm

  3. In effetti la mia è una riflessione incompleta… ci vorrebbero un po’ di dati certi.

    @Marco: non so.. di solito i miei computer bevono tanto, e li tengo molto accesi nei 4 anni per cui li conisdero “current”. Quindi penso di aver abbondamente sforato il costo energetico di creazione…. ma anche per questo, vorrei vedere un po’ i costi numerici (euro o Watt).

    axjslack

    ottobre 19, 2010 at 6:13 pm

  4. Ho letto l’articolo che hai citato, e facendo due conti direi che tende un pelo ad esagerare… che per costruire un computer siano necessari 270000 KwH mi sembra onestamente una dato leggermente esagerato. Anche perche facendo due conti (Kw di corrente industriale siamo sugli 0,12€ di media), un singolo portatile costerebbe sui 32000 euro, solo per corrente elettrica. Probabilmente quelle stime non sono molto precise.

    Inoltre bisogna considerare che buona parte dell’opera sul trashware viene fatto su hardware donato da aziende che comunque cambiano il parco macchine. Anche sul piano domestico, riferendosi al caso dei computer vecchi, è si vero che si riusa hardware vecchi, ma non toglie che si compri comunque hardware nuovo (l’ho specificato prima).

    Dico questo ribadendo che non la ritengo una pratica sbagliata, ma solo sopravvalutata sul piano “ecologico”. Anche perché ci dovremmo addentrare sulle motivazioni inerenti alla necessità di fare per forza upgrade hardware, e da cosa derivi.

    Anche se può sembrare che io stia criticando il tuo commento, in realtà lo ho molto gradito.

    axjslack

    ottobre 19, 2010 at 7:16 pm

    • Alex,
      grazie per il commento. Una cosa che non mi è chiara è da quale punto esatto dell’articolo inglese vengono i 270000 KwH?

      A parte questo, quello che è importante, accettando la tesi dell’articolo (1), è estendere la vita dei computer il più possibile. In questo senso il trashware è una manna perchè non è importante chi estende quella vita, cioè se fa trashware chi ha comprato il computer nuovo o chi lo ha ricevuto da lui N anni dopo. Se il risultato finale del trashware è che vengono complessivamente prodotti meno computer, perchè chiunque fa trashware tiene in vita un pc vecchio già esistente anzichè comprarsi (=far produrre) il notebook ultima generazione, allora, dice l’articolo, il trashware salva l’ambiente, eccome.

      (1) una cosa che è sicuramente vera ma non è evidente dall’articolo è che quei conti variano molto al progredire della tecnologia. Più un processore è nuovo, più transistor contiene (cioè più energia ci vuole per fabbricarlo) e meno consuma una volta fabbricato, perché sarà a 2.5 o 1.8 Volt anzichè a 5. Se è così, l’articolo diventa tanto più vero (e il trashware tanto più necessario!) quanto più passa il tempo.

      Marco Fioretti

      ottobre 19, 2010 at 7:38 pm

  5. Quale articolo inglese… era scritto in italiano questo http://stop.zona-m.net/it/node/202 … non lo hai linkato tu? Dice che il kg di plastica servono sino a 2,7 Kwh e per l’elettronica ci vuole dai 1000 ai 100000. Ho fatto la moltiplicazione.

    1) Non credo che vengano prodotti/venduti meno computer. Di solito se una scuola ricorre al trashware è perché non si sarebbe potuta permettere l’acquisto i materiale. Quindi il fatto che quell’hardware vecchio giri o meno, non fa una grande differenza sulla bilancia dei consumi e quindi sulla produzione. Senza il trashware probabilmente quella scuola sarebbe rimasta senza computer, con un indubbio danno culturale, ma non si sarebbero potuti permettere comunque hardware nuovo.

    E questo vale anche per me… ho un muletto che tengo in vita perchè ce l’ho già, ma anche se per certi utilizzi andava bene, per altri era ormai obsoleto, e quindi ne a suo tempo ho comprato comunque uno nuovo. Certo, i sistemi GNU/Linux hanno allungato molto questo periodo di tempo🙂.

    Ma non credo che i grandi acquirenti, quelli che veramente spostano la bilancia dei consumi e quindi se vogliamo anche dell’inquinamento, siano interessati in prima persona al trashware.

    2) Non è vero che i computer nuovi consumano meno. Anzi, sia nei fissi che nei portatili, nei modelli di varia fascia ho notato che il consumo è generalmente aumentato. Se per un portatile di fascia alta (CPU potente, acc. grafico etc..) 7 anni fa bastavano 90W, oggi ne servono 120 (provato sulla mia pelle). Non ti soffermare solo al “voltaggio delle CPU”, di per se è un dato poco indicativo sul piano del consumo.
    Così anche per i fissi, dove ho visto di gran lunga incrementare le potenze degli alimentatori dal 2000 ad oggi. E’ vero però che adesso ci sono delle opportune politiche di risparmio energetico che consentono sulla base di parametri di utilizzo consentono di poter disabilitare funzioni o pezzi di hardware non sfruttati. Non ha caso ho detto che non sempre i computer nuovi consumano meno… sfruttati al massimo del potenziale, o male, possono consumare di più e non poco.

    3) E’ vero che le CPU contengono tanti più “transistor”, ma anche la tecnologia costruttiva a fatto passi da gigante sul piano dei consumi energetici, quindi non necessariamente costa di più costruirlo, e ciò è confermato dal prezzo al consumo delle CPU, anche di quelle più recenti.

    Comunque, credimi quando ti dico che non ho nulla contro questa pratica, e personalmente ho avuto modo di farla in passato in varie occasioni, e probabilmente la farò anche in futuro. Ma non credo che si possa incidere molto sia sui consumi energetici, che nel problema, a mio avviso assai più importante e dannoso a lungo termine, dei “tecno-rifiuti”.

    Sono convinto che in un futuro, si riuscire a produrre energia a basso impatto ambientale (molto tecnologie in tal senso esistono già), ma sono altrettanto convinto che lo smaltimento dei rifiuti sarà assai più problematico.

    Rimane il fatto che è molto utile per motivi sociali, etici ed economici e per me questo è un fatto.

    axjslack

    ottobre 19, 2010 at 8:10 pm

    • “articolo inglese non lo hai linkato tu? Dice che il kg di plastica servono sino a 2,7 Kwh e per l’elettronica ci vuole dai 1000 ai 100000.”

      L’articolo inglese e la mia citazione dice che ci vuole almeno 1000 volte più energia per KG di circuiti integrati, cioè per KG di chip di silicio. NON per ogni KG di computer. Tu avevi scritto:

      “che per costruire un computer siano necessari 270000 KwH mi sembra onestamente una dato leggermente…”

      per quello mi sono confuso. Tutto qui.

      Marco Fioretti

      ottobre 19, 2010 at 9:00 pm

      • Dimenticavo: sarebbe molto utile se potessi fare una sintesi in inglese dei tuoi commenti all’articolo di Low Tech Magazine e postarla come commento su quella pagina. Grazie!

        Marco Fioretti

        ottobre 19, 2010 at 9:28 pm

  6. Scusa Marco, faccio onestamente fatica a capire cosa mi stai chiedendo. Potresti essere più preciso (a prova di pirla per sicurezza)….

    axjslack

    ottobre 19, 2010 at 9:52 pm

    • sto suggerendo di fare una sintesi in inglese di quello che hai scritto qui alle 20:10 (copiato qui sotto per semplicità) e di postarla come commento sul sito di Low Tech Magazine, cioè come come commento all’articolo inglese originale di cui io ho fatto la sintesi.

      ‘notte

      Non è vero che i computer nuovi consumano meno. Anzi, sia nei fissi che nei portatili, nei modelli di varia fascia ho notato che il consumo è generalmente aumentato. Se per un portatile di fascia alta (CPU potente, acc. grafico etc..) 7 anni fa bastavano 90W, oggi ne servono 120 (provato sulla mia pelle). Non ti soffermare solo al “voltaggio delle CPU”, di per se è un dato poco indicativo sul piano del consumo.
      Così anche per i fissi, dove ho visto di gran lunga incrementare le potenze degli alimentatori dal 2000 ad oggi. E’ vero però che adesso ci sono delle opportune politiche di risparmio energetico che consentono sulla base di parametri di utilizzo consentono di poter disabilitare funzioni o pezzi di hardware non sfruttati. Non ha caso ho detto che non sempre i computer nuovi consumano meno… sfruttati al massimo del potenziale, o male, possono consumare di più e non poco.

      3) E’ vero che le CPU contengono tanti più “transistor”, ma anche la tecnologia costruttiva a fatto passi da gigante sul piano dei consumi energetici, quindi non necessariamente costa di più costruirlo, e ciò è confermato dal prezzo al consumo delle CPU, anche di quelle più recenti.

      Marco Fioretti

      ottobre 19, 2010 at 10:13 pm

  7. […] Premessa: Il testo che segue è un breve estratto da una delle lezioni del corso online di Cultura Digitale che tengo ogni anno per il VIS. Lo pubblico perchè è un utile complemento (senza nessuna pretesa di concludere l’argomento!) a un interessante articolo di A. Carraturo a proposito del Trashware, intitolato Trashware: salva l’ambiente o pia illusione?. […]


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: