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Fedora 13, una gradita conferma

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Lo so che quanto sto per dire probabilmente non sarà gradito a molti miei colleghi fedoristi, e probabilmente per altri sembrerà assurdo, ma a mio avviso le release dispari sono migliori delle pari. Se è vero che con le release pari ho sempre avuto qualche intoppo, in quelle dispari ha sempre funzionato tutto al primo colpo, e con questa 13, da buona dispari, è stato così

Ho avuto già modo di provare l’installazione minimal, novità assai gradita di questa edizione, sul Acer Aspire One 110 e la Desktop, su un vecchio portatile Pentium 4, entrambi montano solamente 512 Mb di ram.

L’installazione “Minimal” è solo per utenti più esperti e smaliziati che sanno dove devono mettere la mani ed hanno voglia di farlo; installa solo il minimo indispensabile a far partire il computer su terminale (quindi niente interfaccia grafica), ma tramite pochi giri di “yum” è possibile installare tutto (e solamente) quello che si vuole. Avendo fatto solo l’installazione minima, mi è stato possibile quasi subito applicare i classici “workaround” per i dischi SSD.

Probabilmente molti Slackwaristi, Debianisti o Arcieri (così si chiamano gli utenti Arch) mi diranno che quelli di Fedora si sono scoperti “l’acqua calda”, e che altre distribuzioni fanno queste cose da una vita, ed avrebbero ragione. Ma in questo caso, evviva “l’acqua calda”, perchè questo novità aggiunge ad un sistema “user friendly” una grande facilità di personalizzazione per utenti esperti (era possibile anche prima con la scelta individuale dei pacchetti, ma rispetto alla modalità Minimal era più macchinosa)

La Desktop è la classica installazione “user friendly”, come nelle precedenti versioni, dove, con poche opzioni funziona tutto subito. Avendola messa su un computer così datato (più di 7 anni) pur funzionando tutto su gnome, ho deciso di fare una passo indietro per venire incontro alle prestazioni del PC, installando i classici LXDE e Slim, ottenendo il risultato sperato; un desktop utilizzabile.

L’installer ha una grafica aggiornata, e, a mio avviso, di gran lunga migliorata, anche e soprattutto nella gestione delle partizioni

Al momento non ho ancora avuto modo di provare la 64-bit  sul core 2 duo, che in passato è stato il computer ad offrire più problemi.

Per sapere le effettive novità del sistema, potete leggere sul sito di fsugitalia.

Written by axjslack

maggio 27, 2010 a 8:46 am

Pubblicato su GNU/Linux, OS

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