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L’importanza dei CD/DVD delle distro GNU/Linux

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Premessa: Scrivo questo articolo per oppormi un po’ a quella corsa frenetica al “CD originale” della distribuzione GNU/Linux che si può osservare prima dei vari LinuxDay, e analizzare un po’ del cambiamento di prospettiva degli ultimi anni.

Si avvicina il Linux Day, oltre che il Software Freedom Day, e come ogni anno ricomincia quella “frenesia” di ottenere i media (CD/DVD) ed i gadget delle distribuzioni mainstream (Fedora, openSUSE e ovviamente Ubuntu).

ubuntu-cd-606

Per chi segue il mondo GNU/Linux da poco, è normale considerare che le varie distribuzioni, producano quantità immense di CD/DVD da poter regalare, mentre, chi ha cominciato qualche hanno fa, sa bene che questa in realtà è una anomalia degli ultimi anni. Molte fonti sono d’accordo nell’identificare l’inizio di questa anomalia nella nascita di Ubuntu e nella sua politica “rivoluzionaria” nel marketing, e nella distribuzione continua ed abbondate di CD. Per quanto taluni possano considerare giusta o sbagliata questa politica di amministrazione, possibile soprattutto grazie alle donazioni di M. Shuttleworth, non si può negare che abbia contribuito alla diffusione del sistema Ubuntu GNU/Linux.

Tale comportamento però ha portato molti, soprattutto i neofiti, ad aspettarsi che, ad ogni evento GNU/Linux o similari, dovessero sempre essere presenti dei supporti originali delle varie distribuzioni, soprattutto le mainstream user-friendly. Ho visto di persona utenti rifiutare il CD in omaggio, semplicemente perchè masterizzato e senza booklet. Questa visione è però distorta se inquadrata nell’ambito delle distribuzioni che non siano Ubuntu; anche se spalleggiate da realtà come Red Hat (Fedora) o da Novell (openSUSE), non dispongono di risorse economiche per stampare quelle quantità di CD “originali”.

Per capire quali sia il cambio di prospettiva, basti pensare che una volta gli appassionati compravano i CD delle dsitribuzioni per sostenere economicamente gli sviluppatori, mentre, ad oggi, ci si aspetta che questi CD vengano regalati ed in grandi quantità.

Questo si riflette nell’atteggiamento dei Lug (mi riferisco ad alcuni casi, non ovviamente a tutti) che ormai pensano di non riuscire a fare i Linux Day senza i supprorti originali e che tendono a promuovere prevalentemente Ubuntu, soprattutto in funzione della disponibilità di CD. Ciò è facilmente riscontrabile anche nelle dichiarazioni di Luca Menini e Michele Dalla Silvestra  di ILS durante la LugConference di Bologna, i quali, invocando un principio di semplicità e all’unità di “marketing”, identificavano Ubuntu come “distribuzione primaria”.

Inoltre, il pubblico abituale dei Linux Day, magari già utente GNU/Linux, è ormai abituato a prendersi il CD originale, magari per  incrementare la propria collezione. In altri casi rimangono armadi pieni di vecchie versioni di questi supporti, ormai inutilizzabili.

E’ innegabile che il CD originale faccia molto più effetto sul nuovo pubblico, ma, in taluni casi, quando questi supporti vengono scialacquati con troppa facilità, si rischia di trasformare lo sforzo delle varie distribuzioni a regalare i CD, in trasformazione di “curiosi portabicchieri”.

Senza dimenticare che in taluni casi, il “regalare il CD” ha soppiantato iniziative importanti di divulgazione  quali gli Installation Party.

Tutto ciò accade quando ormai i “masterizzatori” sono ormai presenti in qualsiasi computer acquistabile che non sia un netbook, e che la connettività internet è sicuramente aumentata. Ciò quindi renderebbe meno necessario il “CD” dalla casa madre.

Ad onore di cronaca però c’è anche da riconoscere che il pubblico dei Linux Day è aumentato, è cambiata la tipologia dei nuovi utenti (un po’ meno volenterosi di qualche anno fa) e soprattuto che le risorse economiche e umane dei Lug sono sostanzialmente ridotte. Se prima bastava masterizzare piccole quantità di CD, oggi ne ne servono molte di più.

La prima idea che mi viene in mente è quella di cercare di produrre CD simili a quelli “originali”, masterizzati e stampati professionalemte; probabilmente nell’ottica di un singolo Lug potrebbre risultare troppo costoso, ma se si riuscisse a trovare un accordo tra vari gruppi che decidono di produrli insieme, si riuscirebbe a ridurre il costo unitario, rendendolo abbordabile anche ai lug. Inoltre non si avrebbero grossi problemi di quantità, ognuno potrebbe scegliere cosa avere, e in che quantità, a costi ridotti. Una funzione di cordinamento di questo tipo la potrebbe avere ILS ad esempio, proprio come servizio aggiuntivo per il Linux Day. Senza contare che, producendo i CD in proprio, sarebbe possibile per chi cordina, fare prezzi migliori, ed ammortizzare i costi con la pubblicazione di “pubblicità” degli sponsor proprio sui supporti. E così assurdo?.

Vorrei che la comunità riflettesse su questi aspetti, e guardasse con autocritica l’andamento degli ultimi anni. Questo  però non vuol dire necessariamente che l’utilizzo dei CD originali sia sbagliato; probabilmente  è necessario trovare semplicemente un po’ più di equilibrio in merito.

Accetterò volentieri critiche e obiezioni in merito a quanto ho detto, soprattutto  perchè sto cercarcando di formulare una casistica di interesse, magari da presentare alle future LugConference.

Written by axjslack

settembre 5, 2009 a 4:09 pm

Pubblicato su Commenti, GNU/Linux

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3 Risposte

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  1. Ci sono molti aspetti che hai toccato in maniera errata a mio avviso.

    Il primo è che Red Hat ha pubblicato il bilancio ed è in FORTE crescita.

    Il secondo è che non è perchè fedora e novell non investono in marketing come canonical che allora ILS dovrebbe iniziare a fare cd

    Il terzo è che Canonical ha iniziato a chiudere in pareggio senza nessuna endovenosa di daddy🙂. Inoltre a breve inizia il nuovo programma di supporto che da alle aziende, con 50.000 € all’anno dialogo diretto e privilegiato con l’assistenza e gli sviluppatori per patch ad-hoc e servizi “enterprise”.

    Canonical porta lo stesso marketing a Ubuntu come Apple lo porta a Mac os X (tra un po’ esce un articolo sul mio blog su snow leopard, marketing e ubuntu).

    Ubuntu è utilizzata da più del 30% degli utenti linux (fonte distrowatch) segue fedora con 11%. A mio avviso è anche ora, che per concorrere con mac os e windows ci sia la killer distro (come una killer app) e che questa sia Ubuntu.
    Uniti si è più forti, sopratutto quando ci si da la mano (logo ubuntu?)😀

    A presto😉

    vincenzoampolo7

    settembre 5, 2009 at 8:30 pm

  2. Il discorso, “ce ne deve restare una sola, e deve essere quella che uso io”, è a dir poco folle. Sa di vecchissimo “flame” sulle distro, che direi è meglio lasciar perdere. Il fatto che l’azienda Red Hat abbia un bilancio in attivo, non vuol dire che possa investire soldi solo in CD. Da tempo in Red Hat si spende più per sviluppare un buon prodotto (notare le numerose patch al kernel e dintorni, che poi vengono sfruttare anche da chi si limita a “stampare i cd”, e tanti altri progetti come l’openJDK)

    Poi, non ho capito perchè hai recipito quanto scritto da me come un attaco a Canonical o a Ubuntu; la chiave di lettura era rivolta ai lug e ai nuovi utenti.

    C’è da considerare inoltre, che per quanto interessante il discorso su Canonical ed il suo intervento nel mondo enterprise, è decisamente fuori tema rispetto al post originale.

    Ribadisco poi che il discorso della “Killer Distro”, assai foraggiato anche in alcuni ambienti ILS, a mio avviso è contro la natura di Linux.

    Certo che abbiamo bisogno di “standardizzazione”, ma ciò non si può certo ottenere forzando tutti ad usare un solo sistema.

    Io lo so che parli in buona fede, e, in fondo, anche tu hai la tua bella dose di esperienza nel marketing Linux, solo che ritengo tu non sia obbiettivo in materia.

    axjslack

    settembre 5, 2009 at 11:20 pm

  3. giusto per “sostenere” alex date un’occhiata al paragrafo “WHO IS SPONSORING THE WORK” (pagina 11)
    http://www.linuxfoundation.org/publications/whowriteslinux.pdf

    a parte il fatto che la maggior parte delle modifiche al kernel sono da parte di “ignoti”, red hat tra le aziende é la prima, canonical non é nemmeno menzionata!

    molto meglio avere un sistema che viene aggiornato piuttosto di un cd in regalo (che tra l’altro ora che viene impacchettato, spedito e ricevuto passa parecchio tempo, si fa prima a scaricare dal torrente😛 )

    Alessandro NeRON Lorenzi

    settembre 7, 2009 at 6:25 am


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