Alexjan Carraturo

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Voglio un Partito Pirata, ma così…

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E’ da molto tempo che rifletto sul fatto che vorrei tanto potermi riaffacciare alla politica in un partito nel quale  mi possa riconoscere, e, come in una letterina di natale, chiedo cosa vorrei, e cosa non vorrei.

Vorrei un partito che abbandonasse i vecchi schemi, che non fosse nè di sinistra nè di destra, ma che si avvicinasse solamente agli ideali di libertà, di informazione, di condivisione e di “ottimizzazione” (lo dico da informatico quale sono). Uscire completamente dalla logica dei partiti, che siano amici o nemici.

Vorrei un partito che smettesse di fare politica contro “qualcuno”, ma pro “qualcosa”, che inquadri le soluzioni, non nell’ottica che possano essere viste di destra o di sinistra, ma che siano soluzioni reali. Lasciamo ai “vecchi” la “vecchia politica”, ormai morta da tempo.

Vorrei un partito che non fosse in subordine ad un altro, ma indipendente, il che però non esclude che possa fare alleanze, e non per fare coalizioni, ma solo a fronte di una completa condivisione degli ideali e degli obbiettivi. Basta con la politica dell’ammucchiata.

Vorrei un partito che non presenti un programma legato solo alle libertà digitali, anche se cavallo di battaglia, ma che presenti un programma completo su tutti i temi. E per programma vorrei qualcosa che non sia solo l’antitesi degli avversari, ma proposte reali e concrete, ispirate dai valori che mi contraddistinguno, ed in primis la libertà.

Vorrei un partito che non faccia la politica dei battibecchi (Berlusconi – Franceschini) ma una politica seria basata sull’apertura e condivisione delle idee, ma al tempo stesso ferma sui valori imprescindibili, e che preferisca discutere le proposte ai battibecchi.

Vorrei che i temi a me cari, non fossero strumentalizzati e bistrattati dal partito di turno, identificandoli come loro valori. Il software libero per esempio, non è ne di destra, ne di sinistra… è il software libero, con una sua identità sociale, politica ed economica; volerlo categorizzare necessariamente all’interno di un contesto politico basato su vecchi partiti e vecchi schemi politici, equivale a violentarlo. E ciò vale anche per la “Libertà” che è un valore in assoluto, senza bandiere, e mi fa specie che qualcuno possa pensare di “spacciarlo come proprio” o peggio, metterlo addirittura come nome. Cercare di ingabbiare la libertà in un binario politco, equivale a non conoscerne il vero significato.

Se esiste un partito così, o se qualcuno ha intenzione di farlo SERIAMENTE, e non solo una dichiarazione di intenti e buoni propositi, mi contatti e sarò con lui.

Altrimenti continueremo a produrre lettera morta.

EDIT: Scusate gli errori, ma oggi la tastiera del NetBook, in combutta con uno “Shiretoko” rallentatissimo, mi sta dando non pochi problemi, ripetendomi n volte i caratteri, o mischiandomeli o ritardandoli, il che ha portato ha mille correzioni mentre scrivevo di getto, perdendo a volte qualche pezzo.

Written by axjslack

luglio 28, 2009 a 10:34 am

Pubblicato su Commenti

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7 Risposte

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  1. Caro Alex,

    ad un partito così mi iscriverei subito!

    D’accordo con te al 100%

    Marco Scialdone

    luglio 28, 2009 at 11:11 am

  2. Ciao!
    Non ci si può occupare di tutto – “ma che presenti un pogramma completo su tutti i temi” – non è possibile!
    Neutralità della Rete, Open Source etc basta e avanza, anche perché la Libertà della Rete è la madre di tutte le battaglie oggi, potendo prefigurare anche nuove forme di partecipazione che superino quella orami superata del ‘voto’ – Ciao bis!

    initlabor

    luglio 28, 2009 at 11:12 am

  3. @Marco: A chi lo dici. Sono stanco di dichiararmi apolitico, mi sembra di essere un deficente che non sa scegliere, quando in realtà non c’è scelta per me

    @initlabor: non deve essere un partito settorializzato. Ispirandosi ai direi “nostri” valori di libertà e condivisione, penso si possano affrontare numerosi temi controversi, dalla scuola, all’immigrazione e persino alla finanza e la funzione pubblica. Libertà vince su tutto!!!

    axjslack

    luglio 28, 2009 at 11:33 am

  4. Ok, ma non capisco bene la frase sui “battibecchi”.
    Sai benissimo che non è così semplice definire la dialettica politica!
    In altre parole, che dovrà fare “il tuo partito” quando sarà attaccato e di fronte ad evidenti altrui errori o omissioni, dovrà stare zitto, per evitare i fastidiosi “battibecchi”?

    Franco Ropelato

    luglio 28, 2009 at 12:27 pm

  5. Premessa… non è “il mio partito”, secondo, i partiti rispondono, o dovrebbero rispondere con i fatti, non con le chiacchere. Si discute si, di proposte e di fatti, il resto è “volume”.

    axjslack

    luglio 28, 2009 at 12:34 pm

  6. Devo ricordarmi di scrivere gli articoli prima in OpenOffice, e poi su Firefox (Shiretoko)… anche mentre scrivo questa nota mi rallenta molto l’apparizione dei caratteri, e mi sdoppia (o fa sparire) alcune lettere.

    axjslack

    luglio 28, 2009 at 12:53 pm

  7. è vero, hai decisamente ragione. posso soli dire cge per una cosa come questa mi imoegnerei sicuramente e personalmente.

    Francesco

    agosto 1, 2009 at 12:48 pm


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