Dopo anni di civile convivenza tra FSF e le distro GNU/Linux presenti sulla piazza, da qualche anno, cresce in continuazione la polemica sulla presenza o meno di software “proprietario” (anche se in alcuni casi tale termine è usato impropriamente) sulle distribuzioni GNU/Linux. Dalla precisazione che ho fatto sopra, c’è porre delle premesse particolari, che potranno sembrare scontate, ma non lo sono per tutti.
Spiegandola in maniera semplice possiamo dire, che quasi tutte le più grandi distribuzioni GNU/Linux non rientrano nei canoni FSF (nomi eccellenti come Ubuntu, Fedora, openSUSE, Debian, Mint, Arch, Slackware), ma solo poche distribuzioni derivate la cui lista è disponibile sul sito di FSF ( http://www.gnu.org/distros/free-distros.html ), di cui parlerò in seguito.
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Libera o non Libera, questa è la distribuzione.
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Dopo anni di civile convivenza tra FSF e le distro GNU/Linux presenti sulla piazza, da qualche anno, cresce in continuazione la polemica sulla presenza o meno di software “proprietario” (anche se in alcuni casi tale termine è usato impropriamente) sulle distribuzioni GNU/Linux. Dalla precisazione che ho fatto sopra, c’è porre delle premesse particolari, che potranno sembrare scontate, ma non lo sono per tutti.
Spiegandola in maniera semplice possiamo dire, che quasi tutte le più grandi distribuzioni GNU/Linux non rientrano nei canoni FSF (nomi eccellenti come Ubuntu, Fedora, openSUSE, Debian, Mint, Arch, Slackware), ma solo poche distribuzioni derivate la cui lista è disponibile sul sito di FSF ( http://www.gnu.org/distros/free-distros.html ), di cui parlerò in seguito.
Scritto da axjslack
maggio 17, 2010 alle 10:55 am
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