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Certe dichiarazioni si possono evitare

con 3 commenti

Mio malgrado, mi trovo a scrivere in merito alle dichiarazioni di Richard Stallman in merito alla recente dipartita di Steve Jobs. Dico “mio malgrado”, perchè onestamente avrei preferito non sentire certe cose, in particolare da una persona con una storia come la sua.

Cito testualmente:

“I’m not glad he’s dead, but I’m glad he’s gone.” Nobody deserves to
have to die – not Jobs, not Mr. Bill, not even people guilty of bigger
evils than theirs. But we all deserve the end of Jobs’ malign
influence on people’s computing.

Con questi comportamenti RMS sta contribuendo a cancellare quanto di buono fatto negli anni precedenti, ammantando di fanatismo e estremismo, tutto l’ambiente legato in qualche modo al software libero; nessuno nega i suoi meriti passati, ma questo non può diventare una scusante per ogni cosa, e le frasi del fondatore della FSF non possono e non devono essere considerate un “Ipse Dixit”.

Anche volendo concedere l’interpretazione più “bonaria” alle sue parole, che comunque risulterebbero di cattivo gusto, una persona esperta come lui doveva sapere che queste sarebbero state strumentalizzate dalla stampa mondiale, offrendo comunque l’interpretazione più ostile, risultando dannose in primo luogo e soprattutto all’immagine del movimento per il software libero.

Con questo non dico che dovesse lanciarsi in elogi fasulli (es, quelli arrivati da casa Microsoft), numerosi in questi giorni in rete, ma che optasse, almeno per una volta, per un profilo più basso, in rispetto all’altrui lutto.

Le sue parole inoltre, suonano ancor più gravi in considerazione del fatto che Steve Jobs, ormai gravemente malato, aveva di sua volontà lasciato ogni incarico alla Apple.

Nemmeno io sono mai stato tenero nei confronti della Apple e di Steve Jobs (un es. qui), e l’essere morto non lo pone certo in uno stato di “santità”, come sembra di leggere da qualche parte in rete; permangono tutti i dubbi e le critiche che a suo tempo, io, come tanti altri, abbiamo posto sulla figura sia dell’uomo che dell’azienda. Ciò nonostante, non mi sarei mai aspettato di vedere “felicitazioni” perchè “è andato”, e confidavo in un opportuno e rispettoso silenzio. C’è poco da essere felici, quando una persona scompare prematuramente e per un male così orrendo, e per me, l’umanità, viene prima del software.

Da attivista del Software Libero, e ancora prima da uomo, mi trovo quindi nell’obbligo di dissociarmi da simili atteggiamenti, che spero non si ripetano più e che non richiedano ulteriori commenti.

Alexjan.

Scritto da axjslack

ottobre 8, 2011 a 12:05 pm

Pubblicato in Commenti

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3 Risposte

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  1. “I’m not glad he’s dead, but I’m glad he’s gone.” <- questa e' comunque una citazione

    Alessandro Lorenzi

    ottobre 8, 2011 alle 12:58 pm

  2. [...] Questa volta non voglio restare in silenzio, non sono per la santificazione di Jobs e non ne approvo neanche le politiche aziendali ma credo che un po’ di rispetto per un uomo che muore sia doveroso. Concordo pienamente con quanto detto da Alexjan nel suo blog. [...]

  3. Ben detto Alexjan… non dobbiamo dimenticare che non siamo solo algoritmi, anzi prima di tutto siamo umani. Pur non condividendo la politica di Apple, un silenzio è dovuto per rispetto ad un uomo che comunque è stato un genio e ha avuto il coraggio di lottare fino alla fine contro un terribile male . Lungi ovviamente da me scambiare questo genio per odore di santità.

    Luca Verde

    ottobre 9, 2011 alle 12:04 pm


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