Alexjan Carraturo

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Con sid funziona LXDE (era: “Debian “Squeeze” su un vecchio portatile”)

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Aggiornamento dell’articolo precedente. Ho scoperto, su alcune mailing list Debian che passando da Squeeze a Sid (per essere chiari da testing a unstable) il problema si risolve; ciò è vero, infatti, adesso da Slim si riesce a caricare LXDE senza troppi problemi. L’utilizzo del sistema è notevolmente migliorato in velocità ed in prontezza. Debian sembra andare molto veloce (potremmo dire, come una Slack). Mi sarei aspettato una “Sid” con il 2.6.33, invece del 2.6.32, ma su una macchina così vecchia non ci sono problemi.

Sotto il proseguio dell’articolo originale.

Premessa: Articolo poco tecnico, e molto chiaccherato che però non vuole in nessun modo aprire l’ennesimo flame sulle distro, e va inteso solo come commento ad una esperienza personale.

Per vari motivi sono tornato in possesso del mio vecchio notebook compaq presario 2500, per capirsi, quello che porta ancora sopra le ormai consumate traccie dell’autografo di R. M. Stallman.

Sono molto affezionato sia a quel computer, che ha resistito ad innumerevoli compilazioni, che a quell’incontro con RMS, che è stato la causa scatenante della fondazione di FSUGitalia. I ricordi in questione sono tanti, e ci sarebbero da raccontare un sacco di bellissimi aneddoti sul passato, ma non volevo scrivere questo.

Di fatto, avendolo riavuto tra le mani, avevo pensato di metterci una Fedora, ed utilizzare un WM minimale per venire incontro alla scarsa potenza del mezzo (512 di ram e pentium 4 a 2.6); anche se in passato ho recuperato macchine più vecchie e meno potenti, ed anche, come scoprirò poi che Gnome tutto sommato non va male, avevo pensato di fare qualcosa di ultra leggero per non tradire l’idea di potenza che avevo di questo computer.

Avevo già pensato al sistema che uso sul netbook (Fedora 12 + slim + LXDE), che mi ha risolto non pochi problemi. Di fatto però, mancano ancora pochi giorni all’uscita della 13, e, volendo fare un sistema Desktop relativamente stabile, volevo evitare una “beta”. Ovviamente mettere una release che sta per uscire di scena a poco mi sapeva di lavoro sprecato.

Certo, una Slackware avrebbe risolto tutti i problemi, ma in fondo, questa macchina ha sempre usato Slackware, e quindi non ci sarebbe stato niente di nuovo se non nella versione.

Ho pensanto quasi a tutte le distro esistenti, sino a quando, passatomi per sbaglio davanti il DVD del Linux Magazine del mese scorso, c’era dentro la Lenny 5.0.4; l’ho considerato un segno del destino, visto che anche il PC mi faceva ricordare gli anni del dipartimento a Perugia, dove eravamo pochi sparuti Slackwaristi, immersi in un contesto di Debianiasti smaliziati e emergenti Ubuntuisti.

E Debian è stato (la lunga spiegazione è d’obbligo per chi mi conosce, perchè, sentendomi parlare di installare Debian su quel particolare PC avranno pensato ad uno dei primi segni dell’apocalisse).

Ebbene, dall’ultima volta che l’avevo provata (la etch), l’installazione mi è sembrata molto migliorata in grafica, mentre non riesco ancora ad apprezzare il partizionatore ed alcune voci per come sono disposte. Comunque l’installazione va liscissima, tranne quando cerca una rete che al momento non è disponbile (la macchina monta una wireless PCMCIA della netgear che ha bisogno di cure un po’ particolari).

Mi accorgo solo dopo l’installazione  che trattasi di software un po’ troppo datato per i miei gusti, e, anche se è un computer vecchio, e la stabile fondamentalmente va benissimo a meno della wireless (anche se forse sarebbe andata comunque se avessi individuato la cura prima), e mi ricordo che nel mondo delle stabili Debian, ciò è normale. A tal punto decido, senza minimamente ricordarmi come si faceva di passare da stable a unstable, ma il primo tentativo, fatto comunque con relativo criterio, fallisce perchè ad un certo punto la macchina si blocca, va riavviata, ed, al successivo riavvio, la macchina non parte.

Dopo una nuova installazione, ed un nuovo aggiornamento, senbra funzionare tutto, ma, se l’installazione di Slim è stata facile ed istantanea, quella di lxde, pur installandosi i pacchetti, non funziona. Infatti, se provo a far partire lxde da slim, mi dice che non riesce a fare il comando di login, mentre, se lo faccio partire da un altro DM (es Gnome), parte.

Vedrò eventualmente di risolvere nei prossimi giorni, cercando di svelare l’arcano mistero, anche se, essendo Debian fatta un po’ a modo suo (certo, sempre considerando quello che uso abitualmente io, per altri sarà la normalità), non mi riesce ad importare le stesse soluzioni che uso su Fedora.

Ad ogni modo, anche se certi passaggi sono un po’ macchinosi (ad esempio lo sblocco di alcuni driver), e ancora non mi sia chiarissimo come sia stato tirato su quel kernel 2.6.32 che gira ora, direi che la macchina, nonostante l’età ed il software decisamente instabile, va ancora bene, e carica tutto con una certa rapidità, pur non girando al momento LXDE ma Gnome. Le prestazioni sono soddisfacenti anche per un uso di “client web”, con Icewesel e tanti tab aperti, la macchina è ancora molto reattiva (cosa che non posso certo dire del mio netbook a parità di RAM, e con un processore che in teoria dovrebbe essere più nuovo di circa 8 anni).

Debian in realtà non è un distro facile come Fedora, o diretta come Slackare; Debian è un mondo da scoprire, dove si conserva, come in poche altre distribuzioni il senso stesso di quello che vuol dire distribuzione. Inoltre apt-get, visto all’opera di debian, da le sue belle soddisfazioni (soprattutto se scegli come mirror quello di fastweb, e tu hai la connessione in fibra ottica fastweb, praticamente scaricavo da una lan).

C’è da riconoscere una particolare attenzione a distinguere ciò che sia Free da quello che non lo è; tale attenzione, se pur non riconosciutagli da una certa parte della comunità, è superiore anche a quella che applica Fedora, arrivando a spostare persino i firmware inclusi nel kernel nella sezione non-free dei repository, attivabile esclusivamente a mano.

Questa attenzione, pur potendo fare felici gli appassionati ed i semi-puristi del software libero (i puristi usano GnewSense), può scontentare gli utenti abituati ormai ad avere un sistema GNU/Linux funzionante in poche mosse, e senza dover leggere troppo, e soprattutto, senza doversi fare troppe domande (es Fedora, openSUSE e Ubuntu).

Quindi cme tante altre cose, ha i suoi bravi pro, e di suoi maledetti contro, ma grazie al fantastico mondo GNU/Linux, tutti posso scegliere i “pro” che preferiscono, o, ad essere negativi, i “contro” meno pesanti

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Written by axjslack

maggio 12, 2010 a 12:31 am

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