Archivio per maggio 2010
p4-clockmod, inutile se non addirittura dannoso
Chiunque abbia posseduto un pentium4 sa bene quanto possa consumare a livello di “energia” elettrica, in particolare se montato all’interno di un notebook. A questo proposito, gli utenti di sistemi GNU/Linux si sono sempre avvalsi di moduli di scaling. Generalmente per i processori intel pentium4 si è sempre utilizzato il modulo “p4-clockmod”, mentre per gli altri processori più recenti, il modulo “acpi-cpufreq”. Anche alcuni p4 utilizzavano acpi-cpufreq al posto del p4-clockmod, ma non mi sono mai saputo spiegare la ragione di tale differenza.
Fedora 13, una gradita conferma
Lo so che quanto sto per dire probabilmente non sarà gradito a molti miei colleghi fedoristi, e probabilmente per altri sembrerà assurdo, ma a mio avviso le release dispari sono migliori delle pari. Se è vero che con le release pari ho sempre avuto qualche intoppo, in quelle dispari ha sempre funzionato tutto al primo colpo, e con questa 13, da buona dispari, è stato così
Con sid funziona LXDE (era: “Debian “Squeeze” su un vecchio portatile”)
Aggiornamento dell’articolo precedente. Ho scoperto, su alcune mailing list Debian che passando da Squeeze a Sid (per essere chiari da testing a unstable) il problema si risolve; ciò è vero, infatti, adesso da Slim si riesce a caricare LXDE senza troppi problemi. L’utilizzo del sistema è notevolmente migliorato in velocità ed in prontezza. Debian sembra andare molto veloce (potremmo dire, come una Slack). Mi sarei aspettato una “Sid” con il 2.6.33, invece del 2.6.32, ma su una macchina così vecchia non ci sono problemi.
Sotto il proseguio dell’articolo originale.
Premessa: Articolo poco tecnico, e molto chiaccherato che però non vuole in nessun modo aprire l’ennesimo flame sulle distro, e va inteso solo come commento ad una esperienza personale.
Per vari motivi sono tornato in possesso del mio vecchio notebook compaq presario 2500, per capirsi, quello che porta ancora sopra le ormai consumate traccie dell’autografo di R. M. Stallman.
Sono molto affezionato sia a quel computer, che ha resistito ad innumerevoli compilazioni, che a quell’incontro con RMS, che è stato la causa scatenante della fondazione di FSUGitalia. I ricordi in questione sono tanti, e ci sarebbero da raccontare un sacco di bellissimi aneddoti sul passato, ma non volevo scrivere questo.






Libera o non Libera, questa è la distribuzione.
con 2 commenti
Dopo anni di civile convivenza tra FSF e le distro GNU/Linux presenti sulla piazza, da qualche anno, cresce in continuazione la polemica sulla presenza o meno di software “proprietario” (anche se in alcuni casi tale termine è usato impropriamente) sulle distribuzioni GNU/Linux. Dalla precisazione che ho fatto sopra, c’è porre delle premesse particolari, che potranno sembrare scontate, ma non lo sono per tutti.
Spiegandola in maniera semplice possiamo dire, che quasi tutte le più grandi distribuzioni GNU/Linux non rientrano nei canoni FSF (nomi eccellenti come Ubuntu, Fedora, openSUSE, Debian, Mint, Arch, Slackware), ma solo poche distribuzioni derivate la cui lista è disponibile sul sito di FSF ( http://www.gnu.org/distros/free-distros.html ), di cui parlerò in seguito.
Scritto da axjslack
maggio 17, 2010 alle 10:55 am
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